La chirurgia toracica è la parte della chirurgia che si occupa degli interventi chirurgici su polmoni e altre formazioni intratoraciche, come esofago, vie aeree profonde, trachea, grossi bronchi e, in generale, tratta nel complesso le affezioni mediastiniche. Le patologie su cui questa disciplina interviene più frequentemente riguardano la parete toracica, la pleura, il mediastino, la trachea e i polmoni.
La principale malattia che richiede il trattamento operatorio della chirurgia toracica è il tumore del polmone, sia primitivo (legato al fumo di sigaretta e all’inquinamento atmosferico), che secondario (metastasi da cancro di altri organi come colon, mammella, rene, prostata e così via). Altre neoplasie trattabili dal chirurgo toracico sono il timoma, cioè il tumore del timo, ed il mesotelioma, ossia il tumore delle cavità sierose quali pleure, peritoneo e pericardio.
Tra le affezioni non tumorali figurano lo pneumotorace, l’enfisema bolloso e le cisti (broncogeneo enterogene). Sono operabili inoltre il pectus excavatum ed i traumi generici del torace. Infine si occupa delle patologie della trachea (sia benigne che maligne) che possono determinare difficoltà respiratorie fino alla sindrome asfittica.
Il chirurgo toracico è un chirurgo specializzato nelle operazioni chirurgiche condotte su uno o più organi e/o strutture situati nella cavità toracica (polmoni, esofago, parete toracica, mediastino).Le procedure chirurgiche utilizzate per le operazioni prevedono protocolli e strumentazioni all’avanguardia. Per esempio, è disponibile la metodica di chirurgia toracica video-assistita (VATS), una tecnica mini-invasiva che utilizza un toracoendoscopio che permette all’operatore di visualizzare la cavità toracica grazie ad una microcamera. È utile soprattutto per il trattamento di lesioni piccole e medie. Altre tecniche sono il mediastinoscopio, che permette l’esplorazione del mediastino, e il broncoscopio, che rende visibili laringe trachea e bronchi. Queste metodiche possono essere utilizzate come procedure diagnostiche separate prima dell’intervento vero e proprio oppure durante l’operazione chirurgica stessa.