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Chirurgia della Colonna

La Sezione di Chirugia della colonna, presente presso la casa di cura dal 2007, e diretta dal Dott. Antonio Fede, si occupa del trattamento delle patologie degenerative e neoplastiche della colonna vertebrale, quali tumori, fratture, spondilolistesi, stenosi del canale, ernie discali e discopatie.
Utilizza le più avanzate tecniche di microchirurgia mininvasiva e apparecchiature elettroniche di ultima generazione, per consentire la diminuzione dello stress dei tessuti e la riduzione dei tempi operatori. Ridotta degenza e ripresa funzionale immediata sono i vantaggi per i pazienti.

E’ una condizione patologica per cui il canale vertebrale tende a restringersi con la conseguente compressione del midollo, se interessa il tratto cervicale e toracico, o delle radici nervose della “cauda equina” se interessa il tratto lombare. Tale patologia causa dolore rachideo e intense algoparestesie agli arti e, se non trattata, può portare il paziente a gravi difficoltà deambulatorie. Il trattamento impone la decompressione del tratto interessato mediante un ricalibraggio chirurgico del canale e l’artrodesi del segmento.

E’ una patologia degenerativa del disco intervertebrale che si manifesta con un quadro clinico caratterizzato da vivo dolore rachideo, radicolopatia compressiva e impotenza funzionale. Il disco intervertebrale è formato da un “anello fibroso” che circonda il “nucleo polposo”(la parte ammortizzante), quando tale parte fibrosa si rompe permette la fuoriuscita nel canale di parte del nucleo che colpisce e comprime la radice nervosa corrispondente. A seconda dei casi il trattamento chirurgico può essere microinvasivo (3 cm di cicatrice grazie all’uso di particolari strumentari e del microscopio) o percutaneo (anestesia locale e nessuna cicatrice).

Può essere di origine traumatica, osteoporotica e oncologica, causa violento dolore al segmento rachideo interessato: a seconda della natura e del tipo di lesione può essere trattata sia in modo percutaneo, mediante l’iniezione di PMMA (il cosiddetto “cemento”) o, nei casi più gravi, mediante artrodesi e courettage chirurgico.

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